La crisi della memoria continua a stringere, e questa settimana ha portato due segnali in direzioni opposte. Da un lato, la cinese CXMT ha annunciato la produzione di massa della sua DRAM di quinta generazione, un salto che la avvicina ai tre grandi del settore. Dall’altro, l’amministratore delegato di Acer ha avvertito che i computer continueranno a rincarare prima di iniziare a scendere.
La causa di fondo è nota: la domanda di memoria per l’intelligenza artificiale sta divorando la produzione, e ciò che arriva al mercato consumer è meno abbondante e più caro. L’effetto si nota già sui componenti, sui portatili e persino sul calendario di lancio dell’hardware.
La Cina accelera: cosa ha annunciato CXMT
L’azienda chiama G5 il suo nuovo processo e afferma di aver ridotto il semipasso dell’area attiva della DRAM a 11,95 nanometri tramite litografia a quadruplo pattern. Dice inoltre di aver introdotto nuovi materiali per realizzare condensatori con un rapporto profondità-larghezza di 45 a 1: condensatori 45 volte più profondi che larghi, il che permette di stipare più celle sullo stesso wafer.
I primi chip realizzati in questo modo sono LPDDR5X da 24 gigabit, già in produzione di massa e destinati a smartphone di fascia alta in Cina, con il 50% di capacità in più per chip rispetto alla generazione precedente della stessa CXMT.
Vale la pena contestualizzare il dato. Quegli 11,95 nm non sono un nodo produttivo paragonabile a quelli annunciati da altri marchi, ma una misura specifica del design. E l’azienda non ha pubblicato dati sulla resa produttiva, che è proprio ciò che determina se una fabbrica può competere sul prezzo. Ciò nonostante, la mossa conta: quanta più DRAM entra sul mercato, prima si allenterà la scarsità.
«Ci lascia perplessi»: cosa dicono i produttori di PC
Jason Chen, amministratore delegato di Acer, ha messo dei numeri su ciò che sta arrivando: prevede che i PC salgano di un altro 20% prima di iniziare a scendere nella seconda metà del 2027. Sulla pressione dei fornitori di memoria è stato diretto: «Vengono in tanti a dirci che vogliono alzare i prezzi, e la cosa ci lascia un po’ perplessi».
L’aumento non si ferma alla RAM. Sul mercato si dà ormai per scontato che AMD e Intel applicheranno rincari di circa il 10% ai loro processori, il che spingerebbe al rialzo l’intero sistema, non solo i moduli.
L’effetto domino si fa già sentire
La situazione ha raggiunto un punto sorprendente: la memoria è diventata più cara per millimetro di silicio dei chip di calcolo, cosa che due anni fa sarebbe sembrata uno scherzo. E il calendario dell’hardware comincia a risentirne; il caso più evidente è quello della NeoGeo AES+, la console di riedizione fedele all’hardware originale, rinviata a fine 2027 per la mancanza di memoria.
Nel frattempo, l’industria dei server assorbe il meglio della produzione, con moduli ad altissima capacità e velocità sempre più elevate, pensati per i data center di IA. È lo stesso silicio per cui compete il tuo prossimo upgrade di RAM.
Cosa fare se stai per assemblare o ampliare un PC
- Non aspettarti un calo a breve. Le previsioni del settore puntano al 2027, quindi se ti serve il PC adesso, aspettare significa solo accumulare mesi di attesa.
- Compra subito tutta la memoria di cui avrai bisogno. Ampliare più avanti, in piena scarsità, costa di più che partire già dotati fin dall’inizio.
- Tieni d’occhio i kit già assemblati. I sistemi completi presenti da tempo a catalogo tendono ad assorbire i rincari più lentamente rispetto ai componenti singoli.
- Riutilizza quello che hai già. In molti casi, una scheda madre che supporta la tua memoria attuale allunga la vita del sistema fino a quando il mercato non si calma.