NVIDIA ha fatto due passi con Vera nella stessa settimana: ha raccontato nel dettaglio com’è costruita la sua prima CPU pensata per gli agenti di IA e ha annunciato chi sarà il primo grande cliente. L’architettura è stata illustrata a Hot Chips 2026, che si è tenuto a Stanford dal 23 al 25 agosto, e il 24 l’azienda ha comunicato che SpaceXAI utilizzerà Vera per l’infrastruttura che sta dietro a Grok.

Che cosa rende diversa una CPU per agenti

Il punto di partenza è che un agente di IA non si limita a generare risposte: esegue codice, richiama strumenti, elabora dati e concatena passaggi tra una chiamata al modello e la successiva. Tutto questo lavoro intermedio non lo fa la GPU, lo fa la CPU. Quando quella parte si inceppa, la GPU resta ad aspettare.

Vera è progettata attorno a quel collo di bottiglia. Monta 88 core Olympus di progettazione propria su architettura Arm, una tecnica che NVIDIA chiama multithreading spaziale per distribuire il lavoro tra di essi, e memoria LPDDR5X con fino a 1,2 TB/s di banda. È un salto netto rispetto a Grace, la CPU precedente della casa, che si appoggiava a un’interfaccia di memoria più lenta.

I numeri, e da dove arrivano

NVIDIA sostiene che Vera completa le operazioni fino a 1,8 volte più in fretta di una CPU x86 su carichi di IA con agenti, apprendimento per rinforzo ed elaborazione dati. Conviene leggere quel dato per quello che è: una misurazione dell’azienda stessa, con prove proprie.

L’unico confronto indipendente pubblicato finora colloca Vera davanti all’EPYC 9655P di AMD nella compilazione del kernel Linux. È un dato esterno al produttore, che è già più di quanto offra di solito una presentazione di architettura, ma è anche un carico che non ha nulla a che vedere con gli agenti di IA. La prova vera arriverà con misurazioni indipendenti su carichi di agenti in sistemi già installati.

SpaceXAI, dal centro dati all’orbita

SpaceXAI userà Vera per accelerare l’orchestrazione e l’elaborazione dei dati attorno a Grok, mentre amplia la propria infrastruttura sulla piattaforma Vera Rubin verso gigawatt di capacità di calcolo.

La parte più notevole dell’annuncio è l’altra: l’azienda intende portare la stessa architettura nello spazio. Il suo primo satellite Starmind si baserà su un sistema Vera Rubin NVL72 adattato, un ambiente in cui energia, smaltimento del calore e affidabilità impongono condizioni che non somigliano in nulla a quelle di un centro dati tradizionale.

«L’IA con agenti richiede un tipo di sistema diverso: costruito non solo per generare risposte, ma per agire», ha dichiarato Ian Buck, vicepresidente per il calcolo ad alte prestazioni e su larga scala di NVIDIA, presentando l’accordo.

Perché NVIDIA si costruisce la CPU in casa

Vera non è il primo processore centrale di NVIDIA. Grace, la sua prima CPU da server su architettura Arm, ha iniziato a essere distribuita nel 2023 come metà degli abbinamenti Grace Hopper e Grace Blackwell. La novità qui sta nel livello di dettaglio che l’azienda ha reso pubblico sulla microarchitettura, cosa che condivide di rado, e nel ruolo che assegna a Vera dentro Vera Rubin NVL72, il sistema su scala di rack che succede alla piattaforma Blackwell e GB200.

Il motivo di fondo è il controllo. Progettare la CPU invece di abbinare le proprie GPU a silicio di Intel o AMD consente di calibrare l’interconnessione tra i due chip e riduce quanto i margini sui server dipendano dalla tabella di marcia e dai prezzi di un altro produttore. È esattamente ciò che fanno Google con Axion, Amazon con Graviton e Microsoft con Cobalt, con una differenza: nel caso di NVIDIA l’investimento rafforza una piattaforma che l’azienda già domina da un capo all’altro, invece di servire a dipenderne meno.

Quando arriva

La piattaforma Vera Rubin è entrata in produzione su larga scala a fine maggio. NVIDIA non ha pubblicato né prezzi né una data precisa di disponibilità generale per Vera, e nei propri materiali ricorda che buona parte di quanto descritto viene offerto man mano che è disponibile. Con l’installazione di SpaceXAI annunciata e l’architettura ormai sul tavolo, resta da vedere come si comporta fuori dalle prove del produttore.